venerdì 29 agosto 2014

E’ possibile superare la Depressione? Frida Kahlo avrebbe risposto “Viva la vida”


Il titolo dell'album del gruppo musicale britannico Coldplay “Viva la vida or Death and All His
Friends” (2008) si ispira ad una celebre frase che la pittrice Frida Kahlo scrisse su il suo ultimo quadro 8 giorni prima della sua morte. Il leader del gruppo Chris Martin infatti scelse  il titolo dell’album probabilmente pensando alla pittrice: « Lei è sopravvissuta alla poliomielite, ad una spina dorsale rotta e un male cronico per decenni. Ha avuto un sacco di problemi e poi ha iniziato questo grande quadro a casa sua che diceva "Viva la vida". Mi è piaciuta questa audacia. »
Frida Kahlo ha avuto la forza di dissimulare la propria disabilità sublimando il dolore personale in opere artistiche che sono apprezzate a prescindere dalla sua straordinaria biografia: all’età di diciotto anni viene impalata da una sbarra di metallo dell'autobus su cui ritornava da scuola insieme ad un suo compagno, incidente che le impedirà di conoscere la maternità, se non per pochi mesi, perché avrà solo aborti. Si sposò con il pittore Diego Rivera, da cui fu ripetutamente tradita anche con la sorella Cristina.
Nonostante tutto il dolore sia fisico sia psicologico la pittrice è sempre riuscita a superare i momenti critici  e la depressione grazie alla sua forza, dignità e amore per la vita.



Frida Kahlo, Diego ed io, 1949

Olio su tela, 29,5 x 22,4 cm

Collezione privata, New York

«Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere»
Time Magazine, ʺAutobiografia messicanaʺ (27 aprile 1953)

Ma cos’è la Depressione?
Secondo la Terapia Breve Strategica la Depressione è uno stato che insorge dopo tentativi fallimentari finalizzati a risolvere un certo problema.
Chi è depresso rinuncia a fare le cose che faceva prima, delega agli altri le decisioni (continua a chiedere aiuto agli altri, che fanno le cose al suo posto) e parla dei suoi problemi lamentandosi.
Spesso le persone che vivono insieme alla persona che ha il problema finiscono per divenire complici del problema stesso.
A volte la Depressione insorge in cui ha subito un passato problematico o un trauma specifico, in questo caso la persona sente di aver collezionato una serie di disastri nella sua vita e non riesce a costruirsi un presente e quindi nemmeno un futuro adeguato.
In altri casi non è necessariamente presente un evento specifico ma la persona sostiene di non farcela più: fa fatica ad alzarsi alla mattina e ad affrontare la giornata a causa della presenza di una forte ansia.
Attualmente è possibile superare la depressione in tempi brevi, anche grazie alla Terapia Breve Strategica che risulta un metodo efficace ed efficiente nella cura di tale disturbo nell’82% dei casi


Bibliografia:
Muriana E., Pettenò L., Verbitz T., 2006 - I volti della depressione: curarsi in tempi brevi - Ponte alle Grazie, Milano


giovedì 10 luglio 2014

Se scappi ti sposo...una donna camaleonte!


Se scappi, ti sposo (Runaway Bride) è un film del 1999 diretto da Garry Marshall ed interpretato da  Julia Roberts e Richard Gere. Il film, come molti ben sapranno ha come protagonista una donna, Maggie Carpenter, che alla soglia di ogni suo matrimonio scappa "a gambe levate", tanto che sta per affrontare il quarto matrimonio! La cosa sembra una cosa molto strana, infatti nel film la vita di Maggie aveva destato le curiosità di un giornalista che ha deciso di scriverne un articolo.
In realtà proprio il giornalista, Ike, riesce a scoprire il vero segreto di Maggie: lei non sa cosa vuole veramente e si adatta in tutto e per tutto alle scelte dei partner..finchè non arriva il momento della decisione definitiva (il matrimonio) e si rende conto che non è in grado di affrontarla perché non è convinta! 
Era cosi incerta dei suoi gusti che cambiava il modo di mangiare le uova a seconda del partner!!

Maggie: "Confusa?!"

Ike: "Si! Sei così confusa che non sai neanche come ti piacciono le uova!!!
"
Maggie: "Cosa?!"

Ike: "Si si! Col prete le volevi strapazzate, col chitarrista pazzo erano fritte, con l'altro tipo quello degli insetti erano in camicia e ora...ora, solo le chiare, grazie tante!
"
Maggie: "Questo significa cambiare idea.
"Ike: "Noo!! Questo significa non avercela per niente un'idea!!!"



Questa difficoltà ad avere una chiara idea non è una cosa così bizzarra, la possiamo trovare in persone che hanno difficoltà a scegliere il proprio percorso professionale o di studio, e in campo sentimentale, in chi, purtroppo, o finisce ad adattarsi completamente al partner o lo cambia continuamente..

Maggie a mio parere ricorda un po’ la donna camaleonte descritta nel libro “Gli errori delle donne in Amore” di Giorgio Nardone“per lei seguire in tutto e per tutto il partner è la regola numero uno e, come un camaleonte cambia i colori della propria pelle per mimetizzarsi e non essere visto dai suoi predatori, questa tipologia di donna nelle sue relazioni amorose ha la capacità di trasformarsi in modo sorprendente adeguandosi sempre allo stile di vita del partner.
Se il partner ama il calcio, lei riesce a farsi piacere anche le noiose e interminabili trasmissioni televisive o riesce a divertirsi andando allo stadio con lui. Se il suo compagno frequenta i silenziosi green e la lenta scansione del golf, lei si trasforma in un’impeccabile estimatrice della pace e dello stile un po’ snob tipici di questo sport.”

In ogni caso, se la persona si rende conto di questa difficoltà a prendere le decisioni che riguardano anche la vita quotidiana e non riesce a portare avanti un progetto e a continuarlo, il fatto di essere un camaleonte diventa non più una caratteristica peculiare ma un problema o una caratteristica di personalità, che va gestita allo scopo di sviluppare le opportune capacità decisionali per aumentare il livello della propria autostima e soddisfazione nella vita.

Bibliografia e filmografia

Gary Marshall. Runaway Bride. Paramount Pictures, 1999.

Nardone G., 2010. “Gli errori delle donne in amore“, Ponte alle Grazie, Milano





martedì 1 luglio 2014

Tutto quello che le donne non …sopportano!



Tutto quello che le donne non …sopportano!
Ovvero le psicotrappole in cui gli uomini facilmente cadono

La coppia è un sistema il cui equilibrio dipende dal gioco di azioni e reazioni reciproche dei partner. Ogni nostro comportamento ha un’influenza, oltre che sui noi stessi, sul partner stesso e sulla relazione che viviamo. Per questo è sembra opportuno condurre in modo efficace la comunicazione e la relazione con l’altro al fine di gestire e non subire gli effetti che derivano da questi aspetti.
Spesso troviamo articoli su riviste femminili che suggeriscono le modalità più funzionali con cui comportarsi con il sesso maschile.. ma forse si sottovaluta che pure lo stesso sesso maschile avrebbe bisogno di un supporto per avere più consapevolezza di certi meccanismi “letali” per la coppia.
Se si considerano gli assiomi della comunicazione, la prima “regola “ dice che è impossibile  non comunicare.
Il comportamento non ha un suo opposto: non possiamo non comportarci. In ogni caso, abbiamo sempre un comportamento. Quindi qualsiasi comportamento, atteggiamento o silenzio è una precisa comunicazione.
Vediamo nello specifico alcuni comportamenti che possono portare a difficoltà o fraintendimenti e gli psico-consigli in base ai quali orientare un comportamento più funzionale.

Comportamento n. 1: dedicare pochi momenti alla coppia ovvero lasciare che il lavoro, il dovere o altre attività invadano tutto lo spazio.
Sicuramente il fascino ed il potere economico sono aspetti di un uomo che suscitano interesse ma, fatta eccezione per i casi in cui una coppia sia fondata solo su questi, a lungo termine non bastano… la partner ha bisogno di piccoli gesti per sentirsi apprezzata ed anche il tempo dedicato alla coppia è una cosa molto importante. La settimana può essere carica di impegni ma è opportuno programmare almeno un appuntamento settimanale piacevole.

Comportamento n. 2: chiamare la partner mentre si sta facendo altro o quando si ha poco tempo per sostenere una conversazione.
Se chiamate la partner e dovete interrompere bruscamente la comunicazione probabilmente è meglio evitare la chiamata: la partner potrebbe arrabbiarsi del poco tempo che avete a disposizione e sentirsi squalificata da tale comportamento

Comportamento n. 3: Sopravvalutare i propri impegni e sottostimare quelli dell’altro
Ognuno, in coppia o in famiglia, ha i propri impegni e non è carino pensare che l’altro sia sempre a propria disposizione…
Un ingrediente che logora la coppia infatti è una non equilibrata di gestione del potere: se la vostra compagna vi asseconda sempre o è molto dedita al sacrificio o presto troverà altri modi di gestire il tempo!

Comportamento n. 4: Evitare di utilizzare continuamente il telefono durante le uscite con la partner..
Ormai siamo tutti dipendenti dagli strumenti tecnologici ma rispondere a chiamate o messaggi di lavoro ad orari poco consoni è segno di poca sensibilità e carineria.

E’ ovvio che non si puo’ essere sempre attenti a comportarsi nel modo più opportuno, infatti quanto più una relazione è spontanea e sana, tanto più l’aspetto relazionale della comunicazione recede sullo sfondo. In relazione più sofferte e complesse è invece opportuno controllare certi atteggiamenti.
  

Watzlawick, P., Beavin, J.H., Jackson, D.D., Pragmatica della comunicazione umana.Astrolabio Editore, Roma, 1997.




giovedì 29 maggio 2014


Ecco il secondo capitolo di rimedi strategici per genitori e insegnanti!

A cura del mio collega Botti Massimo!


http://www.bottimassimo.it/wp/wp-content/uploads/2014/05/CAPITOLO2.pdf



Le psicotrappole della coppia

LE PSICOTRAPPOLE DELLA COPPIA


Con questo articolo daremo uno sguardo alle problematiche più comuni all’interno della coppia, le cosiddette psicotrappole più frequenti e piuttosto che cercare di definire come deve essere la coppia, individueremo insieme cosa evitare di fare per far andar male le cose..
Quello che porta la coppia a non funzionare bene…
Tenendo conto che possiamo parlare di coppia quando i due partner hanno un progetto comune e quando si realizza tra loro vicinanza emotivo-affettiva

Giorgio Nardone definisce l’amore come il piu’ sublime degli inganni,  e già
Nietschez diceva che: “l’amore è quella condizione in cui l’uomo vede le cose diverse da come sono”
Nell’amore all’inizio vediamo ciò che vogliamo vedere nell’altro e che noi stessi ci mettiamo. L’innamoramento comporta una certa dose di illusione che poi ovviamente porta ad una inevitabile disillusione..
L’altro non e’ mai quello che pensavamo fosse…
nON è FACILE accettare questa inevitabile disillusione!!

"Non c’è innamoramento senza illusione, non c’è amore senza un po’ di delusione!"


Una cosa importante e’ uscire dall’idea del giusto e dello sbagliato, e dall’idea che possa esistere una buona coppia in se’. La coppia infatti e’ la coincidenza di due egoismi, di differenti esigenze…che non sono precostituite. L’ importante e’ che si integrino bene.

Anche tra le due persone che formano la coppia ci sono differenze..quello che e’ la buona coppia per una persona puo’ non esserlo per l’altra. Alle volte si fa fatica a comprendere il punto di vista altrui e si pensa che solo la propria convinzione sia giusta. Questa è la prima ricetta fallimentare..perchè è una psicotrappola del pensiero. Un esercizio utile sarebbe quello di comprendere le ragioni dell’altra persona fino a ritenerle ragionevoli.


Una seconda trappola è l’inganno delle aspettative
Tendiamo ad attribuire agli altri le nostre percezioni e convinzioni, aspettandoci da loro le stesse azioni e reazioni. In verità questo non ha alcun senso, in quanto ognuno di noi è cresciuto attraverso esperienze differenti ed è dotato di caratteristiche del tutto originali e irripetibili. Anche in questo caso per uscire dalla psicotrappola è necessario imparare a osservare la realtà dal punto di vista degli altri, e non solo di chi è vicino a noi, per evitare di irrigidirci nella nostra aspettativa come se fosse l’unica e la migliore.

Una terza ricetta fallimentare della coppia, che discende dalla prima e’ infatti il tentativo di trasformare l’altra persona

Pensiamo ad un carciofo: tutti i carciofi hanno foglie che vanno scartate ma il solo modo di gustare il carciofo e’ ammucchiare gli scarti e ignorarli, ed essere grati per quella graziosa, deliziosa , morbida base della foglia.
Se si rinuncia ad una persona si rinuncia al contempo alle sue virtu’ e ai suoi pregi.


Un quarto ingrediente letale e’ la mancanza di autonomia..
L’autonomia ha un’importanza enorme perche’ nella coppia che funziona vediamo uno che fa certe cose e l’altro che ne fa altre. Ciascuno per se’ dunque. Poi ognuno fa separatamente certe cose per l’altro. Poi tutte e due fanno certe cose insieme.
Non è detto che bisogna condividere tutto, anzi ..
C’era una coppia in cui entrambi erano reduci da un matrimonio infelice seguito da divorzio, e quando si erano incontrati avevano deciso di condividere ogni cosa. A lui piacevano i film d’azione o fantascienza, a lei piaceva andare a teatro a vedere commedie musicali; così uscivano due volte a settimana: una per il film d’azione e l’altra per la commedia musicale. Per tutto il tempo del film d’azione lei digrignava i denti, per tutto quello della commedia musicale li digrignava lui…a tutti gli effetti, non stavano condividendo nulla.. Solo un dramma comune. Fu indicato piuttosto, di andare la stessa sera uno a vedere il film d’azione e l’altra a vedere la commedia e di ritrovarsi all’uscita per mangiare insieme qualcosa.

Inoltre una illusione della modernità è che si possa controllare ogni cosa, se stessi, gli altri e le nostre reazioni piu’ spontanee.. e sapere in assoluto quale sia la cosa giusta da fare. Questa è una delle trappole piu’ potenti.
Se ad esempio abbiamo un dubbio circa la possibilità di portare avanti una relazione o sul comportamento del partner il controllo puo’ portare all’indagine ossessiva dentro se’ tramite domande e risposte continue o all'indagine sul comportamento dell'altro e, in ogni caso, condurre la persona a vivere momenti di estrema sofferenza.

Bibliografia

Haley J., Cambiare le coppie. Conversazioni con Milton H. Erickson, Roma, Astrolabio-Ubaldini, 1987.

Muriana E., Verbitz Tiziana. Psicopatologia della vita amorosa,Ponte alle Grazie, 2010

Nardone, G., Psicotrappole, Ponte alle Grazie, Milano, 2013