giovedì 10 luglio 2014

Se scappi ti sposo...una donna camaleonte!


Se scappi, ti sposo (Runaway Bride) è un film del 1999 diretto da Garry Marshall ed interpretato da  Julia Roberts e Richard Gere. Il film, come molti ben sapranno ha come protagonista una donna, Maggie Carpenter, che alla soglia di ogni suo matrimonio scappa "a gambe levate", tanto che sta per affrontare il quarto matrimonio! La cosa sembra una cosa molto strana, infatti nel film la vita di Maggie aveva destato le curiosità di un giornalista che ha deciso di scriverne un articolo.
In realtà proprio il giornalista, Ike, riesce a scoprire il vero segreto di Maggie: lei non sa cosa vuole veramente e si adatta in tutto e per tutto alle scelte dei partner..finchè non arriva il momento della decisione definitiva (il matrimonio) e si rende conto che non è in grado di affrontarla perché non è convinta! 
Era cosi incerta dei suoi gusti che cambiava il modo di mangiare le uova a seconda del partner!!

Maggie: "Confusa?!"

Ike: "Si! Sei così confusa che non sai neanche come ti piacciono le uova!!!
"
Maggie: "Cosa?!"

Ike: "Si si! Col prete le volevi strapazzate, col chitarrista pazzo erano fritte, con l'altro tipo quello degli insetti erano in camicia e ora...ora, solo le chiare, grazie tante!
"
Maggie: "Questo significa cambiare idea.
"Ike: "Noo!! Questo significa non avercela per niente un'idea!!!"



Questa difficoltà ad avere una chiara idea non è una cosa così bizzarra, la possiamo trovare in persone che hanno difficoltà a scegliere il proprio percorso professionale o di studio, e in campo sentimentale, in chi, purtroppo, o finisce ad adattarsi completamente al partner o lo cambia continuamente..

Maggie a mio parere ricorda un po’ la donna camaleonte descritta nel libro “Gli errori delle donne in Amore” di Giorgio Nardone“per lei seguire in tutto e per tutto il partner è la regola numero uno e, come un camaleonte cambia i colori della propria pelle per mimetizzarsi e non essere visto dai suoi predatori, questa tipologia di donna nelle sue relazioni amorose ha la capacità di trasformarsi in modo sorprendente adeguandosi sempre allo stile di vita del partner.
Se il partner ama il calcio, lei riesce a farsi piacere anche le noiose e interminabili trasmissioni televisive o riesce a divertirsi andando allo stadio con lui. Se il suo compagno frequenta i silenziosi green e la lenta scansione del golf, lei si trasforma in un’impeccabile estimatrice della pace e dello stile un po’ snob tipici di questo sport.”

In ogni caso, se la persona si rende conto di questa difficoltà a prendere le decisioni che riguardano anche la vita quotidiana e non riesce a portare avanti un progetto e a continuarlo, il fatto di essere un camaleonte diventa non più una caratteristica peculiare ma un problema o una caratteristica di personalità, che va gestita allo scopo di sviluppare le opportune capacità decisionali per aumentare il livello della propria autostima e soddisfazione nella vita.

Bibliografia e filmografia

Gary Marshall. Runaway Bride. Paramount Pictures, 1999.

Nardone G., 2010. “Gli errori delle donne in amore“, Ponte alle Grazie, Milano





martedì 1 luglio 2014

Tutto quello che le donne non …sopportano!



Tutto quello che le donne non …sopportano!
Ovvero le psicotrappole in cui gli uomini facilmente cadono

La coppia è un sistema il cui equilibrio dipende dal gioco di azioni e reazioni reciproche dei partner. Ogni nostro comportamento ha un’influenza, oltre che sui noi stessi, sul partner stesso e sulla relazione che viviamo. Per questo è sembra opportuno condurre in modo efficace la comunicazione e la relazione con l’altro al fine di gestire e non subire gli effetti che derivano da questi aspetti.
Spesso troviamo articoli su riviste femminili che suggeriscono le modalità più funzionali con cui comportarsi con il sesso maschile.. ma forse si sottovaluta che pure lo stesso sesso maschile avrebbe bisogno di un supporto per avere più consapevolezza di certi meccanismi “letali” per la coppia.
Se si considerano gli assiomi della comunicazione, la prima “regola “ dice che è impossibile  non comunicare.
Il comportamento non ha un suo opposto: non possiamo non comportarci. In ogni caso, abbiamo sempre un comportamento. Quindi qualsiasi comportamento, atteggiamento o silenzio è una precisa comunicazione.
Vediamo nello specifico alcuni comportamenti che possono portare a difficoltà o fraintendimenti e gli psico-consigli in base ai quali orientare un comportamento più funzionale.

Comportamento n. 1: dedicare pochi momenti alla coppia ovvero lasciare che il lavoro, il dovere o altre attività invadano tutto lo spazio.
Sicuramente il fascino ed il potere economico sono aspetti di un uomo che suscitano interesse ma, fatta eccezione per i casi in cui una coppia sia fondata solo su questi, a lungo termine non bastano… la partner ha bisogno di piccoli gesti per sentirsi apprezzata ed anche il tempo dedicato alla coppia è una cosa molto importante. La settimana può essere carica di impegni ma è opportuno programmare almeno un appuntamento settimanale piacevole.

Comportamento n. 2: chiamare la partner mentre si sta facendo altro o quando si ha poco tempo per sostenere una conversazione.
Se chiamate la partner e dovete interrompere bruscamente la comunicazione probabilmente è meglio evitare la chiamata: la partner potrebbe arrabbiarsi del poco tempo che avete a disposizione e sentirsi squalificata da tale comportamento

Comportamento n. 3: Sopravvalutare i propri impegni e sottostimare quelli dell’altro
Ognuno, in coppia o in famiglia, ha i propri impegni e non è carino pensare che l’altro sia sempre a propria disposizione…
Un ingrediente che logora la coppia infatti è una non equilibrata di gestione del potere: se la vostra compagna vi asseconda sempre o è molto dedita al sacrificio o presto troverà altri modi di gestire il tempo!

Comportamento n. 4: Evitare di utilizzare continuamente il telefono durante le uscite con la partner..
Ormai siamo tutti dipendenti dagli strumenti tecnologici ma rispondere a chiamate o messaggi di lavoro ad orari poco consoni è segno di poca sensibilità e carineria.

E’ ovvio che non si puo’ essere sempre attenti a comportarsi nel modo più opportuno, infatti quanto più una relazione è spontanea e sana, tanto più l’aspetto relazionale della comunicazione recede sullo sfondo. In relazione più sofferte e complesse è invece opportuno controllare certi atteggiamenti.
  

Watzlawick, P., Beavin, J.H., Jackson, D.D., Pragmatica della comunicazione umana.Astrolabio Editore, Roma, 1997.